Ogni tanto in Francia, la rivoluzione là si fá per davvero.

Menzionare la parola “rivoluzione” in Francia ha un certo peso e racchiude in sé un’insieme di significati che la storia ci tramanda. I francesi, per definizione, si sono sempre fatti sentire. Ma oggi, cosa significa la parola “rivoluzione” per i francesi? Vuol dire scendere nelle strade e nelle piazze con le lame per combattere qualcosa? No, oggi non è più cosi. L’ascesa di Macron nelle recenti elezioni francesi, ci fa pensare che “fare la rivoluzione” adesso voglia dire altro. Il cambiamento degli scenari internazionali ha creato degli squilibri sociali notevoli, legate ad un momento storico confuso, in cui si è ad un passo da grandi disordini socio-economici e politici. Sono tornati in gioco le forze estremiste e le spinte sociali, volte ad una forte negazione dei valori e dell’identità culturale che ha contraddistinto finora i popoli Europei. Sulla base di queste minacce di disintegrazione dell’esperienza europea, come luogo di pace e di rispetto delle diversità culturali, è più che mai importante reagire a difesa di tutte le radici da cui le nostre società provengono. Macron con la sua “rivoluzione” rilancia un’idea di Europa nuova, che possa proteggere i nostri valori dagli estremismi di tutto il mondo. Su questi temi, in Francia né è nato un libro qualche mese fa. E il nome del libro non poteva che essere “Rivoluzione”, scritto da Emmanuel Macron. Da poco disponibile anche in lingua italiana, il libro è stato presentato qualche giorno fa a Milano presso il Circolo della Pallacorda. Lapresentazione è stata promossa, oltre che dal circolo che ha ospitato l’evento, dalla République En Marche, da Mondo Dem, dall’associazione Riformisti Milano Est e da